Con i suoi 170 chilometri, il Cammino di San Jacopo attraversa le meravigliose città d’arte della Toscana del nord, affondando le radici su una direttrice viaria antica più di duemila anni, la Via Cassia – Clodia, strada romana che, passando per Firenze, univa Roma allo strategico porto di Luni. Per questo un intraprendere il cammino vuol dire anche rivivere le vicende storiche che nei secoli hanno delineato la cultura di questi luoghi.
Pistoia, la Santiago italiana
Le vicende che hanno reso celebri queste vie risalgono altresì al Medioevo. Molti pellegrini, per raggiungere Santiago de Compostela o Roma, sostavano a Pistoia e omaggiavano la reliquia dell’Apostolo Jacopo, giunta in città dalla Galizia nel 1145 e custodita ancora oggi all’interno della Cattedrale di San Zeno. Grazie a questo profondo e diffuso culto, Pistoia è denominata la Santiago Italiana. Per rafforzare lo storico legame tra Pistoia e Santiago, nel 2019 è stato donato alla città toscana un cippo che indica la distanza da Santiago de Compostela, luogo custode delle spoglie mortali di San Giacomo. Ulteriore affinità con la città galiziana è il simbolo del cammino, la conchiglia a nove raggi, emblema del pellegrinaggio.

Crocevia di cammini internazionali
Con Pistoia e la sua reliquia al centro, il Cammino di San Jacopo rappresenta un’eccezionale congiunzione tra i cammini toscani ma, soprattutto, internazionali come la Via Romea Strata o la Via Romea Germanica che raggiungono le storiche mete mondiali di pellegrinaggio, Santiago, Roma e Gerusalemme. Attraversando straordinari tesori artistici, naturalistici e religiosi della Toscana, dal porto di Livorno, il pellegrino può imbarcarsi per Barcellona e, seguendo i cammini jacopei catalani e il Cammino Francese, giungere a Santiago de Compostela e omaggiare così una tradizione secolare.
Il Cammino di San Jacopo è attualmente in fase di certificazione da parte della Regione Toscana. Per dettagli tecnici riguardanti la difficoltà di ogni tappa, consigli sullo zaino e informazioni sui mezzi di trasporto pubblico, si consiglia di contattare l’associazione referente del cammino.
