Gruppo montuoso dell’Appennino Tosco Emiliano, che deve il suo nome proprio alla sua particolare forma, che ricorda un grande libro aperto. Dalla vetta, a 1937 m sul livello del mare, è possibile ammirare, nei giorni limpidi, la pianura Padana, le Alpi e il crinale appenninico del comprensorio dell’Abetone.
Altri tappe
Vico Pancellorum
Il piccolo e grazioso borgo ci accoglie per un meritato riposo e restiamo affascinati dalle numerose opere d’arte contemporanea esposte nei vicoli del paese. Sculture, quadri e istallazioni ci accompagnano nell’esplorazione di Vico che si arricchisce sempre più di opere d’arte grazie alla rassegna annuale La settimana degli artisti. Il magico borgo è unico anche per una speciale lingua, l’Arivaresca, nata proprio a Vico grazie alla presenza degli stagnini, artigiani riparatori di pentole che furbescamente, per non farsi comprendere, inventarono il nuovo idioma, tramandato ancora oggi. Da non perdere, l’enigmatica Pieve di San Paolo, documentata dal IX secolo, ci incuriosisce con i peculiari motivi allegorici scolpiti sull’architrave della facciata.
F.A.P- Ferrovia Alto Pistoiese
Chiamata Ferrovia Alto Pistoiese (F.A.P.) dal nome della società concessionaria ed esercente, questa linea ferroviaria a scartamento ridotto era conosciuta anche come ferrovia Pracchia – San Marcello Pistoiese – Mammiano. Fu attiva tra il 1926 ed il 1965. Oggi il tracciato è utilizzato da escursionisti e bikers.
Popiglio
Proseguiamo il nostro viaggio sul Cammino di San Bartolomeo, affrontando il secondo giorno, più selvaggio e duro. Ci troviamo immersi, infatti, quasi per tutto il tempo, dentro un fitto bosco di castagni, solcando torrenti e calpestando antiche strade lastricate. Poco prima di arrivare a Popiglio, incontriamo il Masso delle Streghe e il Masso del Diavolo, particolari conformazioni rocciose impregnate di leggende. L’accoglienza a Popiglio ci ristora, visitiamo così la Pieve di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano di arte sacra prima di ripartire.
Da Rombiciaio a Orsigna
Scendendo verso sud-est, attraversiamo la bella faggeta e arriviamo al Passo del Rombiciaio dove, imboccando il Sentiero CAI n.53 iniziamo un’impervia discesa che ci riporta a Orsigna. Prima di concludere la nostra avventura, ci perdiamo nei vicoli del grazioso borgo, ammiriamo i due mulini e perché no, degustiamo gli eccellenti prodotti gastronomici che questo magnifico territorio offre.