Scendendo verso sud-est, attraversiamo la bella faggeta e arriviamo al Passo del Rombiciaio dove, imboccando il Sentiero CAI n.53 iniziamo un’impervia discesa che ci riporta a Orsigna. Prima di concludere la nostra avventura, ci perdiamo nei vicoli del grazioso borgo, ammiriamo i due mulini e perché no, degustiamo gli eccellenti prodotti gastronomici che questo magnifico territorio offre.
Altri tappe
Casetta de’ Pulledrari
Nella Foresta del Teso a Maresca, non lontano del passo del Rombiciano, si trova la Casetta de' Pulledrari. Costruita nel Dopoguerra, è stata per anni punto di riferimento per tanti escursionisti e appassionati visitatori della Montagna Pistoiese. D'estate torna a vivere grazie alle associazioni del territorio.
Polo didattico d’arte sacra
Situato poco distante dal Museo, qui i bambini possono cimentarsi in laboratori di tessitura. Il polo, dotato di piccoli telai ed è il luogo ideale per cimentarsi in attività pratiche. Seguiti da un abile maestro tessitore, potrete avvicinarvi all’antica arte della tessitura e divertirvi a realizzare colorate creazioni. (Via delle Corti, Popiglio, San Marcello Piteglio).
Popiglio
Proseguiamo il nostro viaggio sul Cammino di San Bartolomeo, affrontando il secondo giorno, più selvaggio e duro. Ci troviamo immersi, infatti, quasi per tutto il tempo, dentro un fitto bosco di castagni, solcando torrenti e calpestando antiche strade lastricate. Poco prima di arrivare a Popiglio, incontriamo il Masso delle Streghe e il Masso del Diavolo, particolari conformazioni rocciose impregnate di leggende. L’accoglienza a Popiglio ci ristora, visitiamo così la Pieve di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano di arte sacra prima di ripartire.
Castagno di Piteccio
Fondato attorno al 1600 il borgo è in realtà un museo a cielo aperto. Grazie al critico d’arte Tommaso Paloscia, che amava villeggiare qui, dal 1975 al 2004 Castagno ha ereditato un importante patrimonio artistico diventando un borgo con un museo a cielo aperto. Una preziosa collezione alla quale si aggiungono sempre nuove opere, anche oltre le “mura”, segnando l’inizio di un progetto di diffusione del museo verso il paesaggio attorno e creando così nuovi percorsi lenti tra arte e natura. Ad oggi, a Castagno si possono contare ben 60 opere d’arte. Per contarle tutte è necessario guardarsi bene attorno.