La storia della Via Romea Germanica Imperiale affonda le sue radici in tempi antichissimi, ricca di scambi e transiti tra l’Italia, la Germania e l’intera Europa centrale. La Via, infatti, si inserisce nel sistema delle Vie Romee Germaniche (certificate dal Consiglio d’Europa “Rotta culturale europea”) che, per necessità militari, religiose e commerciali congiungevano il nord al sud d’Europa, strutturando direttrici viarie ancora in uso in epoca contemporanea. I popoli che, nel percorrere queste infrastrutture, hanno lasciato impronte culturali tangibili e riconoscibili ancora oggi sono numerosi e variegati: i Longobardi, i Franchi, i Germanici e prima ancora i Celti, gli Etruschi e i Romani.
Il tratto italiano della Via Romea Germanica Imperiale è lungo oltre 560 km; congiungendo Trento ad Arezzo, si scopre un paesaggio altamente diversificato che alterna pregevoli città d’arte a piccoli borghi storici, nonché incantevoli ambienti di montagna, alpini e appenninici e aree di eccellenza per le produzioni italiane più famose.
In Toscana la Via entra attraverso il Passo dell’Abetone, discende la Montagna Pistoiese e supera Pistoia, Prato e Firenze. Tramite il Valdarno Superiore giunge ad Arezzo da cui, insieme alla Via Romea Germanica, prosegue per Roma.
La Via Romea Germanica Imperiale, intersecando numerosi cammini che passano per l’Appennino settentrionale, si unisce con le direttrici europee più importanti, contribuendo a formare una vera e propria rete di vie che congiungono il vecchio continente e confluiscono verso le più grandi mete di pellegrinaggio.
Per dettagli tecnici riguardanti la difficoltà di ogni tappa, consigli sullo zaino e informazioni sui mezzi di trasporto pubblico, si consiglia di contattare l’associazione referente del cammino.

