Piccola frazione di Pistoia, nota per la stazione ferroviaria lungo la linea Porrettana e per il suo binario di lanciamento. Nei dintorni sorge il santuario della Madonna di Valdibrana, sorto nel 1650 sul sito di un piccolo oratorio che, già dalla fine del XIV secolo, custodiva un’immagine miracolosa della Vergine.
Altri tappe
Via del carbone
Una tappa per scoprire l’antico mestiere del carbonaro e immedesimarvi nella sua vita. Potrete entrate nel rifugio, una capanna realizzata con frasche, foglie e terra, dove il carbonaro trascorreva lunghi mesi lontano da casa, e osservare la ricostruzione di una carbonara, per comprendere quanta fatica e quanta esperienza erano necessarie per disporre ad arte la legna da cuocere e ottenere il carbone.
Gavinana
Gavinana è un delizioso borgo medievale, frazione del Comune di San Marcello Piteglio. Ci accoglie la piazza, con al centro la statua equestre di Francesco Ferrucci, a ricordo della storica battaglia del 1530. Merita una visita la meravigliosa Pieve di Santa Maria Assunta, antico edificio romanico del XI secolo, che custodisce uno storico organo tra i più grandi d’Italia, composto da 2.063 canne! A Gavinana possiamo visitare infine il Museo naturalistico archeologico dell’Appennino Pistoiese che ricostruisce la storia della presenza umana in questi territori e mostra numerosi reperti preistorici dell’Appennino Nord-Occidentale, fra cui uno scheletro di orso delle caverne.
Maresca
Maresca è una frazione del comune di San Marcello Piteglio sulla Montagna Pistoiese, sul torrente omonimo, affluente del Reno. Qui nel 1950 si tenne il convegno tra i rappresentanti CAI di svariate sezioni italiane e si decise di adottare a livello nazionale i segnavia bianchi e rossi che, ancora oggi, contrassegnano i sentieri di tutt'Italia.
L’albero con gli occhi
Dal parcheggio di Case Cucciani iniziamo a camminare in salita per una ventina di minuti sul sentiero Terzani. Troviamo così un cartello in legno che ci indica l’Albero con gli occhi, luogo caro al giornalista. Ci avviciniamo con rispetto, in modo da carpire quella magia che affascina il viandante: un panorama mozzafiato sulla Valle D’Orsigna e tutti i decori lasciati da chi arriva che abbelliscono il faggio tanto amato. Proseguiamo il nostro itinerario, imboccando il sentiero CAI n.5 e ci lasciamo avvolgere dall’abbraccio di un fitto bosco di abeti bianchi e faggi.